Non mi nutro solo di dolci ipercalorici di stampo anglosassone, sebbene da qualche tempo possa sembrare il contrario. E a dire il vero non friggo neanche così spesso come ultimamente vi sto lasciando ad intendere Ma anche oggi la ricetta è fritta; semplice, veloce, tradizionale ma fritta: oggi vi porto al Nord Italia con gli Sciatt Valtellinesi! Li conoscete già oppure siete curiosi e volete saperne di più?
In dialetto valtellinese, la parola “sciatt” significa rospo, ed in effetti l’aspetto di queste frittelline ricorda proprio l’anfibio in questione: bruttine, irregolari, ma – vi assicuro – dannatamente buone! I sapori sono quelli tipici valtellinesi: la farina di grano saraceno, componente principale della pastella di queste frittelle, ed il formaggio Valtellina Casera, gustoso e filante, assoluto protagonista all’interno dell’involucro croccante.
Preparo molto molto spesso i Pizzoccheri alla Valtellinese ed ho un debole, ammetto, per i profumi montanari che questo piatto emana. Quando ho scoperto gli Sciatt, l’anno scorso, è stato amore a prima vista e li ho preparati praticamente subito, anche se li pubblico solamente adesso… Ma meglio tardi che mai
La ricetta è la stessa, più o meno, che si trova praticamente ovunque sul web; chiaramente, farina e formaggio di ottima qualità faranno la differenza! Ah, l’aggiunta di grappa nella pastella è opzionale: se temete che l’alcool possa prevaricare sul resto, omettetela.
- 200 g di farina di grano saraceno
- 100 g di farina 00
- 15 g di pangrattato
- ½ cucchiaino raso di lievito istantaneo (baking powder)
- 1 pizzico di sale
- ½ bicchierino da caffè di grappa (opzionale)
- 150 ml di birra chiara
- 200 ml circa di acqua gassata
- 300 g di Valtellina Casera
- olio per friggere
- cicorino fresco
- Setacciate le due farine assieme al pangrattato, il lievito ed il sale; versate la grappa ed amalgamate, quindi unite la birra e l’acqua gassata, poca alla volta, impastando fino a formare un composto consistente, tipo polenta morbida. Lasciate riposare la pastella per un paio d’ore in frigo, coperta da pellicola.
- Tagliate il Casera in dadini di circa 2 cm di lato e versatelo nella pastella, amalgamando bene.
- Portate a bollore l’olio in un tegame dai bordi alti e friggetevi l’impasto versando poche cucchiaiate alla volta (in ogni cucchiaiata considerate due o tre cubetti di casera); lasciate gonfiare e colorire gli sciatt, quindi scolateli, poneteli su di un foglio di carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso e serviteli caldi, su di un letto di cicorino condito con un filo d’olio ed un pizzico di sale.
Otto “golosissimi” chilometri fino a Prato Valentino, 500 metri di dislivello saranno colmati da una serie di prelibatezze della cucina tipica valtellinese: sciatt, chisciöl, salumi e formaggi, nonché un fumante piatto di pizzoccheri e per concludere un bel dolce.
Non ho capito il tuo commento, ma vorrei tanto essere uno dei tuoi commensali, quello sì!!
Ho sempre amato il sapore della liquirizia e se avessi quel frosting sotto mano lo mangerei a cucchiaiate!! Hai trovato proprio un bel modo x rendere meno faticoso il lunedì
Ehm… Questo è il post dei commenti strani! Cara Fiyaa, ho come il sospetto che tu abbia commentato la ricetta sbagliata, e forse persino il blog sbagliato perchè in 10 anni e passa di vita del mio foodblog non ho neanche una ricetta in cui utilizzo la liquirizia: mi piace solo “pura” ma detesto utilizzarla in cucina! Chissà di chi è il frosting di cui parli! Tra l’altro oggi non è neanche lunedì ma martedì (anzi, ormai mercoledì)… Che ti dico? Grazie comunque di essere passata da qui!